Ritrovarsi: verbo riflessivo, trovare di nuovo se stessi. È sempre da questa dimensione che parte un artista per elaborare un’ opera. Ovvero da quella specifica parte di se atta ad esprimere quel ben preciso sentimento: una dimensione intima, chiusa, individuale. Nulla però può accadere nell'arte se non ci si sente spinti a portar fuori da se ed estrinsecare il proprio io.

L' opera segna il passaggio di ogni artista da questa dimensione individuale a quella collettiva volta a rendere partecipe chi la guarda di una parte di se ed essa, nell'essere osservata, ad assurgere ad una nuova dimensione che non è più quella dell'io creativo ma quella della "creatura" ovvero il suo frutto donato agli altri.

In questo continuo scambio tra individuo e pubblico, Napoli è il luogo ideale in cui gli artisti si sono identificati; una città ricca di contaminazioni culturali, di testimonianze del passato e di convivenze tra popoli e culture che, più di tutte le altre rappresenta la cornice perfetta di un ideale quadro a più mani dove, ogni personalità appone il proprio segno riconoscendo una parte di se nell'altro, ritrovandosi a dare forma, tutti insieme ad una creazione unica: la mostra.


Deborah Di Bernardo

 

Si comunica che dal 3 al 17 Febbraio 2020 la Mostra d'Arte Contemporanea presso il Castel dell'Ovo 

segue i seguenti orari di apertura al pubblico:


- dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 18.00
- la domenica e i giorni festivi dalle 9.00 alle 13.00


INGRESSO LIBERO

www.comune.napoli.it
casteldellovo@comune.napoli.it 

Per informazioni:
081.7956180 - 081.7956181 - 081.7957776

 

Il Castel dell'Ovo...

Sull'antico Isolotto di Megaride sorge imponente il Castel dell'Ovo. Una delle più fantasiose leggende napoletane farebbe risalire il suo nome all'uovo che Virgilio avrebbe nascosto all'interno di una gabbia nei sotterranei del castello. Il luogo ove era conservato l'uovo, fu chiuso da pesanti serrature e tenuto segreto poiché da "quell'ovo pendevano tutti li facti e la fortuna dil Castel Marino".

Da quel momento il destino del Castello, unitamente a quello dell'intera città di Napoli, è stato legato a quello dell'uovo. Le cronache riportano che, al tempo della regina Giovanna I, il castello subì ingenti danni a causa del crollo dell'arcone che unisce i due scogli sul quale esso è costruito e la Regina fu costretta a dichiarare solennemente di aver provveduto a sostituire l'uovo per evitare che in città si diffondesse il panico per timore di nuove e più gravi sciagure.

(Fonte Comune di Napoli)
 

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